lunedì 5 febbraio 2007

Vuoi vivere due anni di più? Vinci un Nobel!

Devo dire che la cosa mi fa sorridere: per citare l'articolo tratto - come spesso - da Newton, è stata condotta "una ricerca da un professore dell'università inglese di Warwick. Con l'aiuto di un economista che lavora per il governo, il prof. Andrew Oswald ha analizzato i dati biografici di 524 scienziati che tra il 1901 e il 1950 sono stati scelti per un Nobel per la fisica o la chimica."

Sapete qual è stato il risultato della ricerca? Si è visto come chi ha vinto questo magnifico riconoscimento abbia avuto una vita allungata in media di due anni!
Cosa simile per gli attori che vincono un Oscar, per cui l'aumento medio della vita è stato stimato essere di 4 anni.

Il motivo non è accertato, ma si è comunque potuto constatare come riconoscimenti del genere migliorino generalmente il sistema cardiovascolare.

Già più volte in passato si sono osservate le conseguenze dannose che la depressione possa avere sull'organismo e sulla salute; a me pare piuttosto sensato che le cose funzionino anche "al contrario". Ossia, se si conduce una vita di cui si può affermare di andare veramente fieri (dico, vincere un Nobel e rimanere impressi nella storia: se riuscissi in qualche modo ad ottenere anche solo la seconda delle due cose non potrei chiedere altro dalla vita) e ci si sente pienamente soddisfatti, perchè questo non dovrebbe poter far bene all'organismo e alla vita?

Si vedrà il motivo, intanto è interessante soffermarsi sui dati ;)


Ecco il link con l'articolo in questione: "Un premio Nobel allunga la vita"

giovedì 1 febbraio 2007

Scoperta promettente fonte energetica pulita e rinnovabile

Come da titolo: a quanto pare i nanotubi al carbonio - fino ad oggi usati prettamente come conduttori o semiconduttori (caratteristica che in questo caso varia in funzione del diametro e del carattere chiralico del nanotubo) - se irraggiati da semplice luce solare [luce nella regione del visibile, per essere più specifici] sono capaci di convertire tale radiazione in energia, anche elettrica.

Per chi non ha presente cosa possa essere un nanotubo al carbonio, immaginate un lungo (relativamente) tubo costituito da esagoni tutti attaccati l'un l'altro, ai cui vertici vi sono atomi di carbonio; dove la struttura viene a chiudersi c'è un'alternanza di esagoni e pentagoni (come in un pallone di calcio, se volete).

I ricercatori dell'università di Roma Tor Vergata e del Dipartimento di tecnologie e Salute dell'Istituto Superiore di Sanità hanno ossercato come, a livello "esteriore", il funzionamento di questi nanotubi al carbonio sia pressoché uguale a quello delle celle solari in silicio. Ma con una differenza: il costo di produzione. Il costo dei nanotubi di carbonio è significativamente inferiore a quello delle celle solari sopra citate.

Sembra una nuova miniera d'oro, specie dato il periodo che si sta attraversando globalmente parlando; e il fatto che siano stati i ricercatori italiani a compiere questa scoperta mi rende orgoglioso e speranzoso (ricordiamo come l'Italia dipenda per oltre un abbondante 80% dall'energia straniera).

Beh... staremo a vedere. Speriamo che vengano stanziati dei significativi fondi per approfondire questo campo: ne avremmo davvero bisogno!

Articolo Nanotubi, Newton

martedì 30 gennaio 2007

...ma qui si delira...?!?

indico un link circa un possibile provvedimento in Inghilterra che mi fa venire la pelle d'oca al solo pensarci:

Telecamere Raggi-X


Cioè... ma stiamo scherzando?!
Mi pare decisamente che si stia andando troppo sul "trovare qualche colpevole", a discapito dei danni che si arrecano alla stragrande maggioranza di innocenti.

...Davvero, non so che dire. Anche se, per quanto ne so io, i raggi X non permettono di fare propriamente quanto detto anche nell'articolo. Ma la situazione non cambia comunque granché

sabato 27 gennaio 2007

Uomini e donne: tutti uguali? ...a quanto pare no

E' da qualche decennio che ci sono dei dibattiti e dei problemi causati dalla questione socio-politica dell'uguaglianza tra uomini e donne. Si afferma come essi siano uguali, e sotto l'aspetto sopra citato non c'è nulla che mi faccia credere che le donne siano in qualche modo inferiori agli uomini, o cose del genere.

Però vorrei soffermarmi su qualcosa che mi ha fatto riflettere; il tutto è scaturito dalla lettura di uno degli articoli di Newton di questo mese (Gennaio) [N.d.Eladrin: sì, lo so, molti spunti e articoli li prendo proprio da questa rivista, ma non è colpa mia se è fatta bene e tratta molti argomenti interessanti =P].

Allora, miei cari lettori e lettrici (quei due o tre sporadici, per intenderci :P), quante volte vi è capitato di vedere o ancora meglio di trovarvi protagonisti della classica scena "Ma non puoi esserti scordato il nostro anniversario!!" o "Ma sempre ad una sola cosa pensi?!" o ancora "Ma non è vero che parlo troppo!" [per inciso, frasi espresse dalla donna: essendo un uomo ovviamente ricordo tutte le volte in cui mi sono messo a ridacchiare in situazioni del genere].

Ebbene, cari uomini, NON è colpa nostra! O per lo meno non direttamente.

E' scientificamente dimostrato:
- come una donna riesce a ricordare non solo le date, ma anche i più minuziosi particolari di una determinata situazione. Questo perchè il cervello della donna è capace di immagazzinare con maggiore efficacia informazioni a livello emotivo, mentre l'uomo no (e qui va il primo punto, "Ma non puoi esserti scordato il nostro anniversario!!")

- come il cervello della donna e quello dell'uomo siano differenti: innanzitutto, quello dell'uomo vede un numero doppio di neuroni che comandano il desiderio sessuale, rispetto a quello femminile (e qui va il "ma sempre ad una cosa pensi?!").

- una donna usa giornalmente in media 20'000 parole, al confronto delle 7'000-10'000 dell'uomo; non solo la quantità di parole, ma anche la velocità a cui esse vengono "sparate" è diversa: se gli uomini arrivano a 125 parole al minuto, le donne raggiungono il doppio - ossia 250. Inoltre il parlare e l'esprimersi conferiscono piacere praticamente fisico alla donna. Per citare letteralmente l'articolo in questione: "E non parliamo di una piccola dose di piacere; anzi, una valanga di dopamina e di ossitocina, che generano la più alta gratificazione che una donna può avere al di fuori dell'orgasmo" (e qui va anche il "Ma non è vero che parlo troppo!" :P)


Insomma, per trarre le conclusioni: uomini e donne SONO diversi; quindi è inutile e deludente aspettarsi che un sesso si comporti come l'altro. Ovviamente questo è il caso generale; bisognerebbe poi andare sullo specifico considerando vari fattori, quali ad esempio il carattere delle persone in gioco: magari le cose andrebbero a ribaltarsi.

Ad ogni modo: uomini!! Adesso abbiamo qualche argomentazione solida con cui difenderci in casi del genere!! :P

venerdì 19 gennaio 2007

Come se il vizio non fosse pesante di suo...

...ecco come uno studio svolto dall'università di Harvard mostra come il livello di nicotina medio nelle sigarette (ogni tipo in vendita, nessuno escluso), a partire dal 1997 per 7 anni, ha subito un incremento pari all'1,6% all'anno.

Se da un lato le case produttrici avevano promesso di non impegnarsi a pucclicizzare il fumo specie tra i giovani (ai fattori pratici si erano impegnate a non mirare di aumentare il numero di fumatori già esistenti), dall'altro cosa possono fare?
Ovvio!
Aumentano il livello di nicotina nelle sigarette prodotte di ben l'11% in neanche 10 anni! Alla faccia di chi fuma e cerca il coraggio e la forza di smettere, viene in tal modo aiutato nella scelta: con l'aumento della sostanza viene ad aumentarsi la dipendenza fisica dalle sigarette stesse, così almeno si arrendono una volta per tutte e smettono... di cercare di smettere di fumare.

Ed è un fattore medico stabilito come il fumo aumenti le probabilità/predisposizioni nei confronti di praticamente QUALUNQUE malattia, con la sola - strana - eccezione della rettocolite ulcerosa.
...Bah, ecco l'ennesimo caso del "io curo i miei interessi - dove con i miei interessi intendo i soldi che mi entrano in tasca - e me ne frego di quello che succede alla gente".

sabato 13 gennaio 2007

La vernice anti-batterica

Al MIT (Massachusetts Institute of Technology) è stata recentemente creata una vernice a composizione polimerica (catene organiche molto lunghe e spesso articolate, per chi non lo sapesse) che, applicata ad una qualsiasi superficie, la protegge da virus e batteri con un'efficienza osservata pari al 100%.

Questa vernice funziona più in maniera meccanica, se vogliamo, che altro: a livello microscopico, le molecole sono disposte in maniera da formare come degli spuntoni, degli aculei - se volete. Nonostante la caratteristica sia troppo "nel piccolo", perchè noi ce ne possiamo accorgere o avere dei problemi al tatto, a quanto pare lo stesso non si può dire per batteri e virus. Non è ancora certo se il motivo sia perchè questi ultimi non apprezzino tali ambienti, ma per il momento ci si può concentrare sul risultato:

il gruppo di ricercatori in questione hanno lasciato che dei patogeni comuni (Escherichia coli e Stafilococcus aureus e il virus dell'influenza) si depositassero su dei bicchieri dipinti con la vernice in questione. E' stata osservata - come anticipato - un'efficienza del 100% nell'eliminazione dei piccoli bas***di.

Si possono immaginare le varie applicazioni: da oggetti di uso comune, a - forse - utensili medico-chirurgici, e chissà quant'altro!


Essendo uno studente di chimica non posso che dire...

Polimeri: Whoooo hoooo!! :D

(Riporto il link: vernice polimerica)

Ed ecco un altro motivo per cui ringraziare Madama Scienza

Una volta lessi un detto, che faceva più o meno "l'uomo raggiunge la maturità sessuale a 18 anni, la donna a 30. Non ci vedete nulla di ironico?".

Questo non c'entra direttamente con quanto sto per dire, ma ciò non toglie il fatto che ci saranno un bel po' di uomini che ringrazieranno la chimica e la medicina: Pillola desiderio femminile

Una donna su cinque soffre di un calo della libido, stando a quanto leggibile nell'articolo, e questa nuova pillola andrà ad agire sull'apposita zona cerebrale, risolvendo la situazione.

Anche se, se devo dirla tutta, in questo campo c'è qualcosa che proprio mi lascia perplesso circa pillole et similia.